Lavoro pubblico
Pubblico impiego: chi sono i dipendenti pubblici e come si entra
Aggiornata a settembre 2026
In breve
Il lavoro pubblico è contrattualizzato: le amministrazioni assumono e gestiscono il personale con atti di diritto privato, salvo le materie che restano pubblicistiche, a partire dall'accesso per concorso. La legge di riferimento è il decreto legislativo 165/2001, integrato dai contratti collettivi di ciascun comparto.
Che cos'è la pubblica amministrazione
L'art. 1 del decreto legislativo 165/2001 elenca le amministrazioni: Stato, università e istituti di ricerca, scuole, istituzioni di istruzione secondaria ed artistica, istituzioni e enti pubblici non economici nazionali, regionali e provinciali, regioni, province, comuni, comunità montane, camere di commercio, aziende e amministrazioni autonome, servizio sanitario nazionale.
L'art. 1-bis estende la nozione ad agenzie e autorità indipendenti, concessionari di pubblici servizi e società a partecipazione pubblica, per le quali si applica anche il testo unico sulle società a partecipazione pubblica (decreto legislativo 175/2016). Per alcune finalità, come trasparenza e anticorruzione, la platea è ancora più ampia.
Chi è dipendente pubblico
È chi lavora alle dipendenze di una delle amministrazioni elencate con un contratto individuale di lavoro. L'art. 2, comma 1, impone di agire «con atti e comportamenti di diritto privato» per il rapporto di lavoro, mentre restano di diritto pubblico le materie dell'accesso all'impiego, degli obblighi di non concorrenza e di fedeltà, della responsabilità amministrativa e contabile e dei controlli.
Il datore di lavoro per la sicurezza sul lavoro è individuato nell'organo apicale o nel dirigente delegato, secondo l'art. 2 del decreto legislativo 81/2008; negli enti senza dirigenza le funzioni sono attribuite al segretario o al responsabile del servizio.
Come si entra in un'amministrazione pubblica
L'art. 97, comma 3, della Costituzione impone il concorso pubblico per l'accesso agli impieghi, salvo i casi stabiliti dalla legge. Il bando indica requisiti, prove, criteri di valutazione e riserva di posti; le selezioni per le amministrazioni statali passano in larga parte dal Portale inPA e dalla piattaforma di reclutamento della funzione pubblica.
Il tempo determinato è ammesso solo con selezione pubblica (art. 36), e la violazione delle regole sulle assunzioni produce nullità dell'atto, responsabilità per danno erariale e divieto di contrarre. Per gli enti locali le posizioni fuori dotazione possono essere coperte con contratti a tempo determinato secondo l'art. 110 del testo unico degli enti locali; il comando e l'utilizzazione sono istituti diversi dall'assunzione.
Contratti collettivi e stato giuridico
Il rapporto è disciplinato dal contratto collettivo del comparto (funzioni centrali, funzioni locali, istruzione e ricerca, sanità) e dal contratto individuale: orario, periodo di prova, progressioni economiche, ferie, permessi e malattia seguono i contratti, che sono rinnovati con cicli pluriennali.
La separazione tra politica e amministrazione è un cardine: gli organi di governo definiscono obiettivi e risorse, i dirigenti gestiscono il personale, adottano atti di amministrazione e rispondono dei risultati (artt. 4 e 16).
TFR o TFS?
In linea di massima, per il personale assunto dal 1° gennaio 2001 si applica il trattamento di fine rapporto secondo l'art. 2120 del codice civile, con accantonamenti e destinazione del fondo; per il personale in servizio a quella data resta il trattamento di fine servizio, liquidato dall'INPS con tempi propri e anticipabile con le formule di prestito previste.
La posizione individuale varia per anzianità, ente e comparto: conviene verificarla sul prospetto paga e sul cedolino elettronico, perché la differenza incide sull'importo e sui tempi di liquidazione.
Malattia, visite fiscali e obblighi
Il dipendente pubblico deve essere reperibile per le visite fiscali in fasce orarie fisse, di regola 10-12 e 17-20, festivi compresi (art. 55-septies). I contratti prevedono un periodo di comporto, in genere dodici mesi nel triennio per chi ha meno di dieci anni di servizio e diciotto mesi oltre tale anzianità, salvo diverse previsioni.
Il codice di comportamento (decreto del Presidente della Repubblica 62/2013) impone imparzialità, diligenza, correttezza, conflitto di interessi e divieto di regalo; gli incarichi extraistituzionali richiedono autorizzazione (art. 53); la legge 190/2012 e il decreto legislativo 33/2013 impongono piano anticorruzione, ruolo del responsabile della trasparenza e obblighi di pubblicazione.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 165/2001, artt. 1, 2, 4, 16, 35-36, 53, 55-septies
- Costituzione, art. 97
- D.P.R. 62/2013
- Legge 190/2012 e D.Lgs. 33/2013
Guida didattica: le norme citate vanno verificate sul testo vigente prima dell'esame, perché la materia è soggetta a riforme frequenti.
