Procedimento
Silenzio-assenso: quando il «no» della PA non arriva
Aggiornata a settembre 2026
In breve
Nei procedimenti a istanza di parte, se l'amministrazione non comunica un diniego entro il termine di conclusione, la domanda si intende accolta: è il silenzio-assenso dell'art. 20 della legge 241/1990. Non è una scorciatoia amministrativa ma un provvedimento tacito, con effetti reali, revocabile e annullabile come un provvedimento espresso.
Che cosa significa silenzio-assenso
Nei procedimenti a istanza di parte finalizzati al rilascio di un provvedimento, se l'amministrazione non comunica all'interessato il diniego nel termine previsto (trenta giorni, o quello diverso fissato dalla legge o dal DPCM), il silenzio equivale a provvedimento di accoglimento, senza necessità di ulteriori istanze o diffide.
Il termine decorre dalla data di ricevimento della domanda da parte dell'amministrazione competente. Se la domanda è incompleta l'amministrazione può chiedere informazioni o integrazioni nei termini dell'art. 2, comma 7; se non è mai arrivata all'ufficio competente o è priva degli elementi indispensabili per individuare oggetto e ragioni della richiesta, il silenzio-assenso non si forma.
Quando NON si applica
La regola non vale per gli atti e i procedimenti riguardanti patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente, tutela dal rischio idrogeologico, difesa nazionale, pubblica sicurezza, immigrazione, asilo e cittadinanza, salute e pubblica incolumità; né quando la normativa europea impone un provvedimento formale; né quando una legge qualifica il silenzio come rigetto; né per le materie individuate con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.
Resta salva in ogni caso l'applicazione dell'art. 19 sulla SCIA, che ha una propria disciplina e propri termini di controllo. Chi studia deve memorizzare l'elenco: quasi tutti i quiz sul silenzio-assenso chiedono proprio le esclusioni.
Come si dimostra che il silenzio si è formato
L'amministrazione è tenuta a rilasciare in via telematica e automatica un'attestazione del decorso dei termini e dell'intervenuto accoglimento. Per i procedimenti non telematizzati deve inviarla d'ufficio all'indirizzo di posta elettronica indicato entro dieci giorni dalla formazione del silenzio.
Se anche questo termine passa, l'attestazione è sostituita da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà del privato (art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000) o del progettista abilitato. Il titolo, in ogni caso, si è già formato per legge: l'attestazione ha valore ricognitivo.
Il silenzio-assenso è definitivo
No. L'amministrazione può assumere determinazioni in via di autotutela (art. 20, comma 3, che rinvia agli artt. 21-quinquies e 21-nonies): revoca per sopravvenuto interesse pubblico, con indennizzo, o annullamento d'ufficio entro un termine ragionevole e comunque entro dodici mesi per i provvedimenti autorizzativi o attributivi di vantaggi economici.
I controinteressati possono impugnare il provvedimento tacito: per loro i termini decorrono dalla piena conoscenza, che va provata, e finché l'atto tacito non è portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei la tutela resta aperta.
Se il silenzio significa inadempimento
Fuori dai casi di silenzio-assenso e di silenzio-rigetto, il silenzio è illecito: l'art. 2, comma 1 impone il dovere di concludere con provvedimento espresso. L'interessato può attivare il potere sostitutivo, proporre il ricorso avverso il silenzio ex art. 31 del codice del processo amministrativo (preceduto da diffida, inviata a mezzo PEC, con un termine non inferiore a trenta giorni) e chiedere il risarcimento del danno da ritardo (art. 2-bis della legge 241/1990).
Esiste infine il silenzio-devolutivo, previsto da singole leggi speciali: il silenzio di un organo consente di rivolgersi a un organo superiore o a un commissario. In casi estremi il rifiuto o il ritardo ingiustificato di un atto d'ufficio può rilevare anche sotto il profilo penale (art. 328 del codice penale).
Le trappole più frequenti nei quiz
Termine ordinario di conclusione: 30 giorni (non 60). Per le amministrazioni statali i DPCM arrivano a 90, elevabili a 180. Il potere sostitutivo conclude in metà del termine originario. Il preavviso di rigetto lascia dieci giorni per le osservazioni e sospende i termini. L'attestazione di silenzio-assenso, se il procedimento non è telematizzato, parte entro dieci giorni.
Riferimenti normativi
- Legge 241/1990, artt. 2, 2-bis, 19, 20
- D.Lgs. 104/2010, art. 31
- D.P.R. 445/2000, art. 47
Guida didattica: le norme citate vanno verificate sul testo vigente prima dell'esame, perché la materia è soggetta a riforme frequenti.
